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Blog del Toni

SITO ANTIFASCISTA E NON VIOLENTO - Combatti il diavolo con una cosa chiamata amore (Bob Marley 1945-1981)

Toni Bocale

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June 30

Progetto ARIA: resoconto dei primi 6 mesi

Terminano i primi sei mesi del "progetto A.R.I.A (autogestita riduzione d'inquinamento d'auto)", l'esperimento iniziato con i primi dell'anno di ridurre l'utilizzo dell'auto e rivalutare la bicicletta e i mezzi di trasporto meno inquinanti, lavorando nel quotidiano come una sana abitudine da prendere. Fino ad ora, giunti al giro di boa, i primi valori sono molto positivi con 1965,410 chilometri percorsi in bicicletta e "strappati" all'automobile, a cui, da tre mesi a questa parte, è stato potenziato l'utilizzo del treno in combinata con la bicicletta, portando a due-tre uscite settimanali con la bella stagione. Qualche pecca c'è ancora, soprattutto perchè si è vincolati dalle pioggie, ma con un pò di pazienza e un'accurato controllo delle previsioni si può ridurre sostanzialmente la sorpresa di incappare in un'acquazzone, cosa che sarà successa in un paio di occasioni. L'altra noia è la limitazione delle corse dei treni alle 01.00 del mattino, ma non bisogna lamentarsi di ciò, va più che bene, sarebbe una spesa maggiore far girare treni vuoti. Il progetto, che comporta l'utilizzo dell'auto soltanto nei fine settimana portando a cinque giorni settimanali l'impatto-zero sull'ambiente, poteva essere festeggiato con il raggiungimento dei 2000 km in questi giorni, ma uno stupido ed evitabile incidente in piscina mi ha limitato seriamente le capacità motorie fino a questo pomeriggio. Va detto, è un esperimento di riduzione dell'utilizzo dell'auto che comunque può essere usata in settimana in casi speciali, ma con il passare del tempo ci si abita a far riposare l'auto e rivederla solo il venerdì sera, quindi, senza troppa isteria, il progetto comporta un cambiamento sostanzialmente interiore, con una naturale abitudine ad abbandonare gradualmente l'auto. Ora, visto che i riflessi negativi sono stati elencati, ecco almeno 10 buoni motivi da contrapporsi ai precedenti per risaltare gli aspetti positivi del progetto.
1. La mattina, dopo aver percorso gli 8,85 chilometri chi mi separano dall'ufficio, sono visibilmente più sveglio e reattivo di un normale trasferimento in auto.C'è maggior lucidità mentale nell'impostare i vari impegni della giornata, mentre la stanchezza iniziale sparisce nelle prime settimane dell'esperimento
2. Nei 18 chilometri quotidiani per andare e tornare dal lavoro, traffico compreso, impiego circa 50 minuti, tempo sufficiente per ascolare quasi completamente un disco giornalmente. Ascoltarlo poi in cuffia e non in autoradio, e concentrandosi si di esso, si percepisce meglio e più profondamente.
3. Girare in bici di notte, e furtivamente suonare il campanello al buio, risveglia un lato infantile e nascondo presente in me. Poi al tramonto si può notare l'ombra stessa della bici allungarsi, sentire i suoni e i discorsi nelle case con le finestre aperte durante la cena. Aumenta la curiosità per i piccoli particolari, come suoni o colori, che di solito sfuggono andando in automobile
4. Si conosce gente che, progetto o no, si muove in bici o in treno ed essendo una minoranza ci si aggrega più facilmente di altri gruppi. In particolar modo la serata dl mercoledì al Circolone è quella con maggior incontro con cicloamatori e pendolari di treno
5. Sotto il punto di vista economico senza ombra di dubbio c'è un notevole riduzione delle spese con investimenti minimi sulla manutenzione della bicicletta e, in maggior peso, sul costo dei biglietti per la combinata bici+treno
6. Cambia l'approccio alla giornata con una notevole riduzione di stress unito anche a una sorta di maggiore convivenza con se stessi. Con il passare del tempo dell'esperimento si dissocia completamente i due mezzi di trasporto e, nel caso si dovesse prendere l'auto in settimana, vengono quei sensi di colpa per aver tradito l'impegno, sinonimo senza dubbio di una abitudine radicata 
7. Il trasferimento in bicicletta comporta una sorta di impegno fisico e, al raggiungimento dell'arrivo, c'è anche una evidente soddisfazione. Si radica il pensiero del raggiungimento dell'obiettivo attraverso l'impegno
8. Sotto il punto di vista ambientale si è coscienti, con il passare del tempo, di agire in maniera da non danneggiare l'ambiente che ripaga con un maggior senso naturalistico e una propensione crescente a preferire luoghi aperti
9. Si diventa, con il passare del tempo, testimoni del progetto con la voglia di portare agli altri gli evidenti effetti positivi del cambiamento, come a voler contagiare gli altri. Tale comportamente è presente solo se gli effetti positivi sono tangibili tanto da volerli condividere con gli altri
10. Non si stupisce mai delle facce e delle domande che fanno chi non condivide ciò. Si accettano tutti i giudizi e i commenti e si impara a non essere dipendenti da essi ma a farli scivolare addosso. 
June 29

Date

Ci sono cicli che nascono solo per poter vedere una fine e conservarne così la propria natura, attraversando il Tempo e ignorando la fine di esso, fatalmente forse dietro l'angolo. Quasi a illudere se stessi, o riuscendoci quando si è sospesi in quello stato di leggerezza che assomiglia alla felicità, si crede che tutto rimanga per sempre, ma non può essere mai così, tutto cambia inesorabilmente, e a volte non siamo neanche noi quelli che decidiamo ciò, è tutto un fragile equilibrio di scelte e di Vite che si intrecciano, giorno dopo giorno, istante dopo istante. L'unica cosa che resiste al Tempo sono i ricordi, quelli veri, capaci di illuminarti in una giornata buia fino a spegnersi lasciando intorno a te la stessa ombra di prima. Ma la scia quella si può vedere ancora. Passano veloci i ricordi, e ogni giorno sono sempre più lontani che sembrano appartenere ad un'altra Vita, e forse è proprio così, appartengono a una Vita che è passata e vanno presi così come vengono, come bollicine d'emozioni che salgono a galla, sapendo che non ci sono adesso. Attaccarsi ad essi sarebbe come scendere lentamente a fondo, sarebbe togliere spazio al Presente affezionandosi al Passato. Ma ogni ciclo che termina porta con se delle date, degli anniversari che ricordano che, nella ciclicità del Tempo, in quello stesso giorno di un'anno differente è successo qualcosa di così eterno e sensibile al tempo stesso da rimanere per sempre legato a quella data. Date come cicatrici di cui si dimentica la presenza fino a quando non si hanno sotto gli occhi, fino a quando non si passa lievemente la mano sopra per sentirne il solco, consapevoli che resteranno per sempre. E si impara a conviverci con questi segni sulla pelle, sapendo che è inutile ignorarli, che nasconderli a se stessi non fanno altro che provare imbarazzo per loro. Restano queste date, nonostante i cicli, nonostante chi ci è affianco o che amiamo, restano per sempre e sono quel segreto che nessuno può sapere, pensare che ogni persona racchiude in se svariate date e non sapere ne quali siano ne cosa rappresentano per essi, resta un fragile e riservato dono. L'importante è non reprimere il ricordo, non voltare lo sguardo per orgoglio o vittimismo, per non far si che ciò che ci ha dato gioia in Passato non arrechi dolore oggi, in questo presente fuggevole e imprevedibile. Tornerà di nuovo questa data, ed ogni volta torneranno le emozioni legate ad essa, e resteranno per sempre, in qualunque ciclo della mia Vita sia. Ma adesso è già Presente.
June 24

Solidarietà

Dicono che l'unico mezzo d'informazione che può eludere il sistema sia quello della rete, attraverso le pagine di Internet che permettono a tutti di esporre i propri pensieri, gli ideali e i valori. Certe volte sono proprio i pensieri a essere repressi con la violenza, fisica o no, gli ideali a essere stravolti da una cieca idiozia e ubbedienza al potere, mentre i valori, quelli no, quelli non si possono mettere in discussione. Dicono che solo attraverso i blog e le pagine della rete possono giungerci le nformazioni e le immagine del massacro di questi giorni in Iran, e forse solo attraverso questo mezzo di comunicazione si può sapere la vergognosa morte della democrazione, i telegiornali nazionali sono troppo interessati a chi si sbatte nel letto il politico di turno, una televisione così vergognosamente provinciale che è lo specchio di questa società priva di valori (eccoli che tornano), di cui, anche facendoci parte, provo disgusto. E visto che solo attraverso i blog ci giungono voci di ciò che succede in Iran, da blogger è un impegno per me portare alla luce il mio pensiero e la mia solidarietà a chi ha avuto la sfortuna di vivere in un luogo e in un tempo storico sbagliato, orgogliosi di essere iraniani ma non di essere rappresentati da un dittatore come Ahmadinejad. Ma come si fa a vivere sapendo di essere responsabile della morte di un tuo simile? Come si fa a essere così brutalmente crudeli? Provo rabbia per la sola presenza di persone del genere, per il loro abuso di potere e per la loro responsabilità usata male, e quello che è successo questo pomeriggio a Theran, è una piaga e un ricordo vergognoso di questo presente. Siamo arrivati a questo livello, come si è potuti scendere (ancora una volta) così in basso? Tutto quello che posso fare è invitare la gente a riflettere su ciò che è successo e non voltare lo sguardo dall'altra parte. Solidarietà ai manifestanti iraniani.  
June 19

Dieta mediterranea

Questa volta l'ho combinata davvero grossa, non come quella volta in Russia, ma siamo nella direzione giusta. Ho perso un'altra occasione buona per stare zitto e sapere che gusto aveva la mia lingua mordendomela, adesso non posso tirarmi indietro, le scommesse che si perdono si pagano. Ieri, prima della partita Italia-Egitto mi sono lasciato scappare una clamorosa affermazione, figlia senza dubbio del malumore generale, mi è scivolato tra i denti un profetico "Se perdiamo anche con l'Egitto mangio kebab per una settimana!!!".  Il resto lo si lascia alla Storia, dopo 55 anni l'Egitto batte la nazionale azzurra lasciandomi con l'amaro in bocca e un retrogusto di carne. In un primo momento ho pensato ad un'associazione gastronomica più idonea alla cultura egiziana, ma per ignoranza e impeto ho gemellato la Turchia all'Egitto. Mica ho detto riso alla cantonese, questa gaffe non credo che possa far sorgere crisi diplomatiche tra i paesi nominati. Neanche hai tempi del mondiale tedesco ho vissuto con apprensione le azioni della partita e quando, dopo aver visto innumerevoli volte il portiere egiziano salvare il risultato, alla traversa di Iaquinta mi sono lasciato cadere a terra privo di speranze. Rialzando la testa ho capito che sarebbe stata una lunga settimana. Oggi è iniziata e in pausa pranzo ho girato la città per mezz'ora per cercare un kebabbaro fermando ogni cittadino straniero per chiedergli informazione. Cingalesi, pakistani, Indiani, tutti a gesti, con movimenti lenti e armoniosi, mi hanno indicato la strada da seguire verso la fine di questi sette giorni. Da navigato maratoneta ho capito che sarà una corsa lunga e faticosa e, ragionando sulla distanza, ho iniziato con una partenza blanda senza cipolle e piccante. Mica posso bruciarmi subito così? Nel raccontare l'aneddoto al gestore del kebab, sorridendomi mi ha allungato sul bancone una tessera cliente da riempire, sfoggiando un sorriso da mercante che gira di porto in porto. Ma la cosa peggiore è stato il caldo pomeriggo in ufficio, dove, nella fioritura della digestione, a tratti ho rischiato di addormentarmi tra canti di muezzim e musiche arabeggianti. Domenica c'è il Brasile, poichè sono famosi per pesantissime grigliate di carne e abbondanti bevute di caipirinha, forse è meglio che stia (almeno per una volta) in silenzio.

PS: a fini contrattuali la promessa comporta l'assunzione di numero 1 (uno) panino denominato kebab durante le 24 ore per i 7 giorni a seguire dal primo. Per il resto della giornata sono ammesse qualsiasi altre forma di sostentamento, preferibilmente dietetiche e drenanti.

June 15

Grassie

Questo fine settimana è letteralmente corso via, tra gare podistiche estive e ore in compagnia degli amici, rivedendo persone che da tanto tempo avevo perso di vista e togliendo al sonno ore senza che mi si presenti il conto. Giorni che sono trascorsi positivamente per me e che hanno la capacità di far svanire i contorni dei momenti negativi, adesso come non mai così lontani dalla mia memoria. E' un periodo positivo per me questo che sto attraversando, un momento in cui riesco a vedere finalmente le cose negative in maniera distaccata e senza far si che essi guastino tempo prezioso durante l'arco della mia giornata, i pensieri sono sempre lì, ma gli intervalli e i loro effetti si fanno sempre più radi, come un mare che lentamente ritorna calmo. Sto riprendendo a stare bene con me stesso e a nutrirmi di nuovo d'ottimismo e speranza. Intorno a me le cose sono cambiate negli ultimi mesi e questo era il pensiero che scandiva i miei passi lungo l'annuale staffetta a Saronno, lungo quella morbida e rossa pista d'atletica e sotto un Sole di mezzogiorno caldo ed estivo. Pensavo a come sono cambiate le cose dall'ultima volta che avevo percorso quella pista, qualcosa si lascia inesobilmente alle spalle e, una volta trovato l'equilibrio e la serenità che solo la corsa sa darmi, ho capito che ad essere cambiato sono stato essenzialmente io, attraversando diversi stati d'animo fino a ritrovarmi a ciò che sono adesso. La parte più dolorosa è guardarsi alle spalle e pensare al Passato notando le differenze con ciò che è il Presente, ma sto pensando a non voltarmi, per non fare del male a me e a chi voglio bene, forse questo è il mio cambiamento principale, ma i miei sorrisi non devono essere il riflesso dei ricordi del Passato, ma degli istanti del Presente. Non è facile, nessuno mi ha mai detto che lo sia, ma bisogno essere sempre ottimisti e sorridere di tutto quello che ci capita, che l'esperienza fa crescere più del Tempo. A volte poi capitano segnali lungo la strada che quasi ti fanno pensare che ci sia una sceneggiatura già scritta, forse capita che le persone si incontrano quando veramente si ha il bisogno di farlo, quando finalmente si riescono a vedere. Ieri ho avuto l'occasione di conoscere Alex Zanardi, a scambiarci anche due parole con lui durante i nazionali di handbike e ciclismo disbili di Olgiate dove ho avuto il piacere di prestare servizio volontario alla corsa. Potrei parlare dell'aspetto che sta dietro a questi eventi, o delle cattive abitudini di molte persone che si reputano erroneamente civili, ma non è di questo che vorrei parlare, tutto questo passa giustamente in secondo piano. E' stata un esperienza molto positiva per me, vedere da vicino la voglia di Vita che hanno questi uomini e donne di essere più forti della sfortuna, vedere l'aspetto sano dello sport e la voglia di guardare solo avanti con sorriso e serenità, accettando il passato ma costruendo sul presente. Neanche per loro deve essere stato facile, senza dubbio, ma si impara tanto da queste persone, tantissimo.
"Signor Zanardi, una volta ho ascoltato una sua intervista alla radio, lei è la persona più ottimista che abbia mai sentito" gli ho detto porgendogli emozionato il taccuino e una penna
"Grassie" mi ha risposto, con quella sua doppia esse che tradisce la sua origine emiliana, e lo ha detto sorridendo. Ed ho sorriso anch'io.
June 11

Atti e trame

"Forse sono proprio i romanzi ed i film a fregarci con le loro storie logiche, coerenti, mentre la Vita di solito si contraddistingue per l'inesistenza di una vera e propria trama (M. Petrucci)". Volevo ricominciare da qui, da questo pensiero sotto forma di parole che, al termine di una discussione, mi è stato donato. Tutto è partito da un gruppo di lettura e dall'idea di confrontarsi al termine di un romanzo, scambiando opinioni e sensazioni. E' stata un'esperienza positiva, non solo per la scoperta di un'autore come Holden, ma per aver scavato fino a portare alla luce delle piacevoli sensazioni, cercando ancora di scegliere le parole per far comprendere ad altri quello che si prova entrando dentro un libro, così tanto da confondersi con qualcuno dei suoi personaggi. E' così difficile spiegarsi forse perchè ognuno crede di non essere capito e, inesorabilmente si allontana e si chiude. Per questo che si dovrebbe tornare un passo indietro e spiegare le emozioni come fanno i bambini, senza usare le parole complicate ma soltanto gli occhi e il sorriso, senza paura di parlare di emozioni, che le parole che fanno male sono ben altre. Sono quelle che non si dicono, quelle che, per paura di essere considerati diversi o per inettitudine a vivere la Vita, restano ferme e sospese lì, in quello spazio che già fa parte del passato. Non posso di certo negare la veridicità della frase in apertura, ci si emoziona e si entra dentro le pagine di certi libri e tra le note di altre canzoni perchè sono spazi delimitati e le parole ci calzano addosso quasi come se fossero destinate a noi, forse perchè è più facile che sia qualcun'altro a dirle che cercarle dentro di noi. Cercarle ed accettarle. Quaggiù, dall'altra parte del libro oltra la copertina, nello spazio che si muove quando le pagine riposano una sopra l'altra, non è di certo la stessa cosa, la trama è inesistente e, se veramente c'è qualcosa che assomiglia ad essa, lo sceneggiatore è indeciso e cambia continumente idea, strappa pagine bellissime solo per far crescere noi personaggi attraverso le esperienze. Forse una trama vera e propria non esiste, forse tutto si divide in atti e non ci resta che attraversarli sapendo che comunque la loro lunghezza non è definita, viverli così per come vengono le cose sapendo che tutto resta incredibilmente fragile e follemente incomprensibile.   
May 26

Inganni

Ci sono giorni in cui il maggior ostacolo che si può incontrare verso la strada della serenità siamo proprio noi stessi. Capita poi che i giorni si ripetano simili, ognuno fitto di pensieri che pesano nella testa e occupano lo spazio e il tempo che non gli spetta, e i giorni diventano un periodo e i pensieri un ossessione. In quei momenti in cui basterebbe ridere (anche di se stessi perché no), riuscirci è difficile e si cerca nei pensieri il conforto manipolando la realtà a proprio piacimento cercando quella  gratificazione che la situazione reale non ti da perché da essa si fugge senza affrontarla. In quei giorni si dovrebbe fare soltanto quello che ci fa ridere e non pensare al Futuro, soltanto a questo momento e a rendere esso degno di essere vissuto, perché il Tempo non sistema le cose, siamo noi a intervenire direttamente. Nei momenti di crisi, quando il Futuro mette paura perché indecifrabile bisognerebbe rendere tutto quanto più semplice iniziando a non pensare a ciò che non si può controllare, non ha nessun senso attendere con ansia l’apertura di una nuovo periodo se non andiamo incontro a esso con la gioia di vedere il Futuro come un’opportunità di vivere splendidi giorni e non come una minaccia. E poi che senso ha avere ansia del Futuro se esso non possiamo controllarlo? L’unico Futuro che possiamo modificare è quello dettato dalle scelte che si fanno in questo istante e che condizionano gli attimi a seguire, scegliere adesso di stare male spinge a renderci effettivamente più vulnerabili. Allora se si sta male scegliamo adesso di uscirne fuori, oltre a porta c’è una strada e prendiamola, respiriamo quest’aria fresca di tarda Primavera e gustiamoci questo presente cercando di fare quello che ci fa ridere e ci rende felici. La chiave di tutto è la leggerezza ed i pensieri sono pesi scomodi durante il viaggio, zavorre che non servono a niente perché la mente inganna chi la usa, tutti questi pensieri non servono a niente quando non si ha la serenità per renderli luminosi, sono soltanto una spirale lenta e dolorosa fatta di cambi di umore, di attacchi di panico e di ricerca di conforto da parte degli altri invece di crescere da soli.  Il primo passo è eliminare tutti i pensieri inutili, cercare l’essenzialità della questione, rivolgere a se stessi la domanda principale sul perché della propria situazione e come uscirne fuori. Mettiamo da parte le congetture e i voli della mente, per eliminare un problema bisogna innanzitutto capire che maschera indossa. Iniziare a accettare il fatto che sono soltanto paranoie ossessive tutti quei ragionamenti è già un passo avanti, ma l’accettazione avviene attraverso una voglia a tornare sereni.  Iniziamo a pensare soltanto a quello che ci può far stare bene, a scacciare i pensieri negativi come se fossero degli ospiti sgraditi senza che essi ci travolgano. Urliamoli anche contro, scacciamoli con lucida follia, ma non facciamoci schiacciare da noi stessi, dalla nostra mente ingannatrice. E ridiamo, che solo così troviamo la forza.   

May 21

Serenità

Dopo la maratona di Praga mi sono concesso dieci giorni di riposo assoluto, soltanto bicicletta per andare al lavoro e niente corsa, dopo tutti questi mesi di allenamenti ne avevo bisogno. E non è solo una questione fisica, è proprio una questione di appagamento mentale, giunto all'arrivo non avevo molti stimoli per rimettermi in strada il giorno dopo, ero soddisfatto della corsa e di tutti i mesi prima che mi sono preso questi periodo sabbatico per dimenticarmi assolutamente delle scarpette e dei chilometri. E devo dire che in questo sono più bravo che a correre. Dieci giorni che sono volati via caratterizzati da uno splendido fine settimana freak in Toscana in una festa di compleanno ( e di laurea) favolosa. Ma questi dieci giorni sono passati e oggi ho ricominciato a correre sotto una cappa d'afa e con la testa libera, una ventina di minuti al parco in un percorso nuovo e poi fuori a cercare qualche collina da superare per poi buttarmi in discesa alla Savoldelli. Bello ricominciare a correre e sentire tutti i nodi in testa sciogliersi fino a quando tutti i pensieri se ne vanno via, sentirli scivolare lontani da te e senza più peso. E di questo ne avevo proprio bisogno, sentirmi bene dopo è senza dubbio la molla che scatta ogni volta che esco, sapere che al termine della corsa mi sento più sereno di quando sono partito è la scia che mi permette di trascorrere bene anche il tempo dopo. Perchè la felicità è solo una grande bugia che ti butta nella depressione dell'ordinarietà e della monotonia l'istante dopo averla vissuta, la vera gioia è la serenità che ti permette di credere nel futuro come a una promessa e non a una minaccia. Si affrontano sempre cambiamenti durante la Vita, ogni giorno più o meno grandi, e nessuno potrà mai capire il grado di importanza perchè esso è diverso da ogni punto di vista. In ogni cambiamento intorno a noi deve coincidere un rafforzamento della propria personalità, non essere vittima del cambiamento ma mantenere la serenità nell'affrontare la Vita e quello che accade. E lo dico a me stesso è a tutti quelli che in questo periodo hanno bisogno di serenità nell'affrontare delle scelte. 
May 12

Di ritorno da Praga

Oggi ho ripreso la bicicletta, qualche decina dì minuti la sera, le gambe non sono ancora completamente recuperate dalla fatica in terra ceca e sono pressochè gli stessi tronchi rigidi di ieri, ma poco a poco le cose si sistemeranno e alla stanchezza farà posto il piacevole ricordo di questo fine settimana a Praga. Ma per adesso una settimana di riposo non me la toglie nessuno, dopo tutti questi mesi ora ho bisogno di staccare la spina per una decina di giorni, credo che il ritorno alla corsa coinciderà con la gara sociale con gli amici di Rozzano (che ringrazio per il supporto sincero e continuo). Archiviata con soddisfazione anche questa maratona, un tempo sufficiente (3h 26' 39'') molto lontano dalle prospettive ottimistiche della partenza ma molto più coerente al reale andamento dell'ultimo anno, una buona prima parte (1h 30' 15'') e un evidente, e atteso crollo nella seconda parte. Ormai devo imparare a correre non solo con la passione ma anche con un pò di testa, ma è più forte di me, quando ci sono dentro ho l'obbligo morale di provarci a dare il meglio di me. E coincide sempre con delle belle scottature, ma non mi faccio indietro, spero che sia tutta esperienza per il futuro. A livello organizzativo e scenico Praga è un pò freddina, il pubblico non è molto caloroso ma tutto ciò viene annullato dall'idea di correre al'estero e dalla completa diversità paesaggistica che si incontra durante la corsa, dove fra i troppi sali e scendi, a farla da padrona una Moldava che specchiava il Sole in piccoli diamanti e i monumenti gotici della città. Avendo corso la mia miglior mezza quest'anno pochi secondi sotto l'1h 30' a inizio marzo a Piacenza, sapevo che non sarebbe stato facile ripetere due volte quel tempo in gara, ma tutto sommato la prima parte è stata chiusa bene, poi verso il 30° è iniziata ad accendersi la spia della riserva e ho dovuto rallentare visibilmente il passo, chiudedo gli ultimi due in stato di apparente trance simile al "Gladiatore" Russel Crowe verso i campi Elisi. La prossima volta parto con il gruppo delle 3h 15' nella speranza di non soffrire ancora nella seconda parte, ma tanto poi so che ci ricasco e quando vedo lady maratona finisce che corro staccando la testa e facedo andare solo le gambe. Non imparerò mai, ma intanto mi diverto. Mi era mancata molto la maratona, il fatto poi di incontrarsi soltanto due volte l'anno rende ancora più suggestivo questo incontro e devo ammettere che, nonostante la settima partecipazione, ancora si sentono quei piacevoli brividi la notte prima e capita correndo di sorridere di gusto liberandosi dal peso della distanza. Ma bisogna essere un pò folli per divertirsi di ciò. Poi questa volta, grazie alla conformità del tracciato, ho avuto il piacere di vedere gli amici ben due volte, sia ad Andel (25°) che all'arrivo, e dal chiasso che facevano non potevano passare inosservati. E con loro ho passato un bel fine settimana che è iniziato con il mio compleanno ed è terminato domenica sera, una tre giorni all'estero dove tra belle donne e birra il clma gara era ben lontano da farsi sentire prima della vigilia. Vale la pena viaggiare, la fuori è un mondo meraviglioso e Praga lo è stata senza dubbio.
PS: piccola dedica al resto della "combriccola Pilsner"
      
May 06

Sono pronto

Ora posso dirlo: sono pronto per la maratona di Praga.  Tanto convinto da gridarlo oggi all'arrivo di questa preparazione atletica, urlarlo così forte da far girare la gente che era in strada e farli apparire un sorriso strano, tra il divertito e l'imbarazzato. Ma non mi importava niente oggi, c'era soltanto da mettere la parola fine a questa lunga corsa di 1000 km che mi porterà Domenica mattina, nella piazza centrale di Praga, ad avere ancora quella consapevolezza di essere pienamente in forma e di divertirmi, di avere la condizione fisica che mi permetta di essere lucido per la corsa. Adesso è solo questione di testa, mi sento bene, tanto bene che il 2008 sembra passato, sembro tornato quello di Firenze e l'allenamento di oggi lo conferma. Solo un secondo sotto il ritmo gara di quella fantastica maratona, oggi un 10000 chiuso con un immensa gioia a 04'16'' min/km di media, spingendo e sentendo i brividi sulla pelle all'idea che tra qualche giorno sarà ancora maratona. Ancora follia. L'emozione era forte uscendo di casa e affrontando il consueto giro, oggi era diverso perchè c'era qualcosa di differente dagli altri giorni, e più che il raggiungimento della quota 1000 era la voglia di urlarlo, di ufficializzare la cosa. Il primo giro da 3 chilometi è stato tutto una lotta per tenere a bada la testa, non riuscivo a concentrarmi e soltanto l'idea di quei 42 mi rendeva euforico. Ho avuto il mio bel fare per tenere a bada l'emozione, ragionando su quelli che sono stati i miei errori nelle passate maratone, mi sono preso altri 3 chilometri per pensare mentre le gambe aumentavano di ritmo, convincendomi che quello che ci vuole Domenica mattina in maratona è l'autocontrollo per evitare di disperdere energie subito. Ma l'ultimo giro tutto il ragionamento è saltato, al bivio del percorso dei 4 chilometri ogni ragionamento razionale è svanito, soltanto passione e follia. Ho affrontato la simbolica salita della superstrada per poi buttarmi a tutta in discesa, sulla strada piena di buche e con gli occhi socchiusi per il sole basso. Ormai ogni calcolo è saltato, ho solo voglia di correre, sempre più forte, sempre senza pensare. Affronto la curva degli ultimi due chilometri e mi fiondo su una via Torino piena di traffico, non rallento neanche in curva, la prendo così in velocità che mi ritrovo a correre sulla strada e non sul marciapiede, fianco a fianco alle auto ferme. Ultima curva, ultimo chilometro, penso al cestino giallo di fronte a casa mia che è il mio arrivo, li finisco i miei 1000 km e inizia la maratona. Il sole ormai è basso che scalda solo a vederlo e rende questa rossa pista ciclabile una bellissima passerella. Ormai è fatta, vedo la fine, prima inizia con un pensiero, poi a bassa voce, mi ripeto che sono pronto e più si avvicina la fine e più aumenta il tono della voce. Alla fine è solo un grido, uno stupendo grido di gioia. 
 
...365 passi lungo la strada
Distanza percorsa in gare ufficiali
Praga  
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da buon padrone di casa vi offro il mio libro presenze
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